“I perdenti trovano scuse, i vincenti trovano soluzioni” (Irvine Welsh)

Non ha senso iniziare a rivalorizzare un immobile
senza sapere come fare: prima di rinnovare
un immobile è necessaria un’accurata
progettazione.
Ogni singola scelta deve essere operata
per un motivo specifico.
E ogni motivo deve seguire la curva
della domanda di mercato.

In questo capitolo:
✅ Definirai la miglior strategia per rivalorizzare il tuo immobile sul mercato
✅ Capirai quali sono le 3 esigenze trasversali delle nicchie di mercato
✅ Capirai come riproporre l’immobile sul mercato generando valore

La strategia vincente per rivalutare un immobile: Introduzione

Partiamo dai numeri del capitolo precedente.

La storia di Thomas e Gerardo ci insegna che un corretto approccio al settore immobiliare può portare a grandi risultati.

Riprendendo i numeri esposti, dalla vendita del tuo immobile “tal quale” puoi guadagnare 100 soldoni, che rappresentano il valore di mercato del bene, in quello stato e in quel preciso momento.

Potrai aumentare questo valore se solo saprai cogliere le opportunità che il tuo immobile ti riserva.

E per farlo dovrai raffrontarti col mercato.

Se conosci la domanda del mercato locale, dovrai ricollocare quell’immobile in un punto più alto della curva del valore (riposizionamento).

Devi chiederti se quell’immobile ha in serbo le caratteristiche per rendere possibile la sua ricollocazione.

Se le ha, starà a te scoprire il suo valore nascosto.

E allora l’immobile, una volta trasformato, potrà valere 170 soldoni.

30 soldoni l’investimento da sostenere, 40 soldoni il guadagno generato dal valore nascosto dell’immobile.

Tra poco ti parlerò di tutti i metodi per guadagnare rivalorizzando un immobile, ma voglio anticiparti che sempre e poi sempre hanno tutti a che fare con la scoperta del suo valore nascosto.

E sai qual è il punto più sconvolgente della questione? Sicuramente l’avrai già intuito: non è necessario avere un immobile perfetto per riuscire a venderlo guadagnando.

Anzi, più l’immobile è “difettato”, più avrai la possibilità di intervenire nella giusta maniera per allinearlo alle esigenze di mercato e aumentarne il valore.

Scoprendo il valore nascosto,
grazie alla rivalutazione del tuo immobile
potrai riposizionarti sul mercato con un prodotto
differente e influenzare le scelte di acquisto
dei tuoi potenziali acquirenti.

Ricapitolando questa breve introduzione:

Rivalorizzare un immobile non significa spendere cifre folli per rinnovarlo ma scoprire il suo valore nascosto.

Il valore nascosto consente di intervenire nel modo corretto per ricollocare l’immobile in un punto più alto della curva del valore.

Così da poter esprimere al meglio le sue potenzialità.

E generare guadagno.

Se il tuo scopo è questo, ti trovi nel posto giusto: leggendo ciò che segue, avrai un notevole vantaggio competitivo rispetto a chi prova a vendere casa in modo tradizionale.

La strategia vincente per rivalutare un immobile: esempi pratici

La rivalorizzazione è uno strumento specifico per raggiungere un obiettivo specifico: vendere casa velocemente, al miglior prezzo.

 

Per vendere servono persone disposte a comprare.

E chi è disposto a comprare? Come per tutti gli acquisti, chi compra cerca una risposta ai propri desideri (domanda).

Desideri che devono essere soddisfatti all’interno di un mercato. E’ il mercato che deve dare una risposta (offerta).

 

Se con la tua rivalorizzazione risponderai alla domanda, allora soddisferai l’esigenza del mercato.

E se lo farai in modo unico, ricercato, avrai la certezza che il tuo immobile avrà una domanda alta a fronte di un’offerta bassa. Questo proprio perchè è unico.

 

Vorrei riportarti i risultati di una strategia di rivalorizzazione di successo, grazie alla quale l’immobile è stato venduto in meno di due settimane:

Cos’è che cattura la tua attenzione?

Hai l’impressione che questo immobile sia unico?

Secondo la tua opinione quest’immobile potrà essere venduto a un prezzo interessante?

Ora vorrei mostrarti com’era questo immobile prima di essere rivalorizzato.

Meno appetibile sul mercato, vero?

Secondo te quanto tempo ci sarebbe voluto per vendere (senza svendere) quest’immobile?

 

La differenza estetica tra i due immobili, prima e dopo, è incredibile. Un grande salto di qualità, che richiama un valore economico decisamente maggiore.

Sarai d’accordo con me che se la differenza economica è maggiore del costo sostenuto per la trasformazione, allora significa che c’è stato un guadagno.

Per la serie poca spesa tanta resa.

 

Dopo una rivalorizzazione come questa l’appeal sul mercato è stato da subito pazzesco.

E posso assicurarti che la compravendita di questo immobile ha prodotto guadagno.

Ma vediamo quali sono stati gli aspetti che hanno generato questo guadagno.

 

L’esempio evidenzia gli obiettivi raggiunti col rinnovo dell’appartamento, che da trilocale con un bagno è diventato un quadrilocale con due bagni.

 

Gli obiettivi sono stati essenzialmente 3, tutti perseguiti (e raggiunti) per incontrare il favore del mercato:

Da trilocale a quadrilocale.
Chi cerca un quadrilocale è disposto a spendere una cifra considerevolmente più alta rispetto a un trilocale.

 

Il quadrilocale è senz’altro la tipologia di appartamento più ambita dalle famiglie dalle 4 persone in su.

In questo caso, questo appartamento ricade all’interno di una zona residenziale di provincia, dove risiedono soprattutto famiglie di questo tipo.

Va da sè che qui la domanda è creata proprio da questo target.

 

I single, le giovani coppie, i manager, gli studenti non sono interessati a questa zona. Cercano canoni completamente differenti.

La richiesta di mono e bilocali in questa zona è bassissima. Anche di trilocali con un solo bagno è bassissima, in questa zona.

 

E’ importantissimo sottolineare che la zona fa tutta la differenza di questo mondo.

La richiesta di mercato vede nella zona il driver più importante in assoluto.

E il valore dell’immobile, ricordiamo, passa attraverso la definizione della richiesta di mercato.

Passiamo all’offerta.

Cosa offre il mercato locale? Qualche villetta, tantissimi trilocali, pochissimi quadrilocali.

Siamo sulla buon(issim)a strada. Stiamo offrendo un prodotto che non c’è sul mercato.

Se riusciremo a far sì che questo prodotto sia attuale e allo stesso tempo unico, allora saremo certi che non avrà competitors.

Chi cerca un quadrilocale contemporaneo cerca questo immobile.

Più avanti in questo capitolo ti svelerò alcune strategie di differenziazione da applicare immediatamente al tuo immobile per ottenere l’appeal giusto per il mercato.

Il cambio di categoria è sicuramente una tecnica che dà un grande valore aggiunto sul mercato.

Attenzione, non sto dicendo che occorra sempre aumentare il numero dei locali di un immobile per dargli un valore aggiunto.

Anzi, talvolta occorre diminuirli: dipende sempre dall’esigenza del mercato nella specifica zona.

Ad esempio, in alcuni contesti cittadini – laddove c’è grande domanda di bilocali – sarebbe piuttosto opportuno convertire un piccolo e angusto trilocale in un grande bilocale.

Non esiste una regola.

Esistono però le statistiche e l’informazione, oro da fondere per seguire la curva della domanda di mercato per arrivare al punto più alto del valore.

Sappiamo tutti che il modo di vivere la casa è cambiato nel corso degli anni.

Quando entriamo in certe case datate (parlo dei “giovani” della mia generazione 😉 e di quelle successive) siamo pervasi da quella sensazione tipo “ma come facevano i nostri genitori a vivere in questi spazi?” Eppure probabilmente i nostri genitori, o ancor prima i nostri nonni, si sarebbero fatti la stessa domanda entrando nelle nostre case moderne.

La casa insegue i tempi, e i tempi scandiscono le esigenze.

Se avessimo una DeLorean per tornare indietro negli anni ’70, scopriremmo che in quei tempi le case erano perfette per le esigenze di allora, e atterrando in quel contesto vedremmo il nostro quadrilocale minimal sotto una luce differente, probabilmente di un pallido color grigio (anacronismo).

Vedremmo il nostro luminoso open-space come uno spazio privo di privacy, con finestre troppo grandi per riuscire a evitare lo sguardo indiscreto dei vicini.

E il nostro secondo bagno sarebbe uno spazio sprecato, laddove al suo posto si sarebbe potuto fare un bel ripostiglio capiente dove riporre tutta la “roba di casa”.

La famiglia di allora sapeva accontentarsi di un solo bagno, perchè allora le esigenze erano altre, differenti.

Ma ritorniamo al futuro. Variegato, dinamico, fluido.

Con i ritmi frenetici che corrono ai giorni d’oggi, due bagni sono indispensabili anche in abitazioni in cui vivono tre persone.

Le code per andare in bagno non sono più tollerate, e mentre molte persone necessitano di prendersi cura di se stesse in un momento di relax, altre necessitano di avere un secondo bagno per gli ospiti.

Oggi le famiglie italiane chiedono case con due bagni.

In questo segmento trilo e quadrilocali con un solo bagno hanno una richiesta di mercato bassissima.

E sarà proprio per quel “difetto” che riusciremo a spuntare un buon prezzo in caso di acquisto di quel trilocale.

Ricavare un secondo bagno avrà quindi un’incidenza altissima sulla curva della domanda di mercato.

E il valore acquisito dall’immobile sarà molto più alto della spesa sostenuta per realizzarlo.

Parliamo ora di open-space.

Oggi la richiesta di zone giorno open space per alcuni target è aumentata a dismisura, soprattutto per ambienti a giorno non molto grandi.

La cucina separata dal soggiorno racchiude in sè la vecchia tendenza a isolare “il cuoco” di casa in un ambiente confinato: separazione delle funzioni.

Con l’avvento di Masterchef e dei vari talent show culinari il cuoco si è trasformato in chef e la cucina è diventata parte integrante dell’ambiente conviviale.

Nonostante tra i giovani le persone che sanno cucinare sono sempre di meno, una bella cucina a vista – magari con bancone snack che possa fare da filtro per l’aperitivo – risulta l’oggetto del desiderio che aumenta a dismisura il valore percepito dell’immobile.

I giovani, più che cibo, vogliono consumare esperienze e l’idea di trascorrere una serata tra amici in un ambiente più grande (perchè unisce cucina e soggiorno), più interattivo e in generale più cool, risulta tanto stimolante quanto le migliaia di like che arriveranno col primo selfie postato indossando il toque blanche.

Valutare la realizzazione di un open space in certi contesti può ridare un grande valore all’immobile.

Non trascuriamo il surplus di illuminamento di cui beneficerà tutta la zona giorno, che apparirà molto, ma molto più luminosa.

Cambiare l’appeal di un appartamento risulta relativamente semplice.

Più difficile è massimizzare il valore percepito dell’immobile agli occhi di un potenziale acquirente.

Il cervello umano è abituato a riconoscere – e discernere – elementi che restituiscono un’immagine alta da una mediocre e infine da una bassa.

Sarai d’accordo con me che la cura per l’estetica non passa inosservata.

Esistono alcune tecniche per massimizzare l’efficacia di questo presupposto.

Nelle immagini sopra riportate, inconsciamente, il cervello è portato a considerare la quinta di legno come un elemento che rimanda ad alte architetture di interior design.

Un elemento che costa 500 euro può dare un vantaggio competitivo strepitoso sul mercato.

La fascia di sassolini color lava inseriti a piè di vasca, abbinata al confortevole poggiatesta e alle candele in pandance, rappresenta una soluzione di immediato impatto emotivo, perchè richiama alla mente atmosfere di benessere.

70 euro spese bene, se pensiamo che possono ammaliare il mercato, già a partire dalla pubblicità sui portali web.

Non serve spendere cifre folli per donare un appeal vincente al proprio immobile.

Ora che ti ho mostrato alcuni obiettivi che puoi raggiungere con la giusta pianificazione, riesci a comprendere il grande vantaggio di impostare una strategia vincente di rivalutazione del tuo immobile?

Immagina di iniziare oggi stesso a pianificare la rivalorizzazione: analisi del mercato locale, definizione delle esigenze, scoperta del valore nascosto, ristrutturazione.

In pochi mesi avrai dato nuova vita al tuo immobile e potrai reimmetterlo sul mercato come un immobile del tutto nuovo: il tuo annuncio riceverà nuove visite ogni giorno, e nuove persone vorranno vedere il tuo immobile.

E su tante visite, qualcuno farà la sua proposta.

Ma se la domanda sarà alta, e la tua offerta unica, ne arriverà più di una di proposta.

E allora sarai tu a stabilire il prezzo, perchè saprai che il tuo immobile, rivalorizzato, ha un nuovo prezzo di mercato.

Molte persone credono che rivalorizzare un immobile significhi semplicemente sostituire le finiture con nuovi pavimenti, nuove porte, un nuovo bagno.

Ma non è così. Certo, avrai dato nuovo appeal all’immobile, ma probabilmente recupererai appena il valore che hai speso per le trasformazioni apportate, nulla di più.

Se vorrai fare “il vero salto di qualità” dovrai scoprire il valore nascosto del tuo immobile, pianificando la giusta strategia e individuando più obiettivi aderenti alla curva della richiesta di mercato.

Nei paragrafi successivi ti darò le competenze per farlo.

Eccoti 2 regole fondamentali che sintetizzano i concetti di questo paragrafo:

Regola #1: sonda con scrupolo la curva dell’offerta (tramite indagine sui portali immobiliari) e quella della domanda (consulta un’agenzia immobiliare di fiducia). Studia i parametri economici che regolano la domanda e l ‘offerta.

Regola #2: Cerca di soddisfare sempre le esigenze trasversali delle nicchie di mercato e differenziati dagli altri inserendo il tuo “vecchio” immobile in un punto della curva dove la domanda risulta alta.

Se ti stai chiedendo come riuscire a seguire queste regole, non ti resta che leggere il prossimo paragrafo.

Parti dalla domanda e crea l’offerta

Nel paragrafo precedente ti ho spiegato quanto sia fondamentale sondare attentamente il mercato locale attraverso mirate indagini sui portali immobiliari e la collaborazione con agenzie immobiliari di fiducia.

Questa ricerca sarà fondamentale per avere una visione generale di quanti e quali sono gli immobili in vendita con caratteristiche similari al tuo. In gergo tecnico si parla di “comparables”.

E’ opportuno che tu possa toccare con mano i comparables, recandoti direttamente sul posto, visionando – almeno esternamente – tutti quelli che sono gli aspetti non percepibili da remoto.

Ricorda che normalmente gli annunci immobiliari evidenziano solo caratteristiche positive, omettendo quelle negative.

Scoprirai che immobili sulla carta meravigliosi risultano ubicati all’interno di condomìni fatiscenti, o ancora peggio che sono al quinto piano di un palazzo senza ascensore.

Se ritieni di avere buono spirito di osservazione, capirai in cosa il tuo immobile si differenzia dagli altri.
Avrai modo poi di creare una tabella che raggruppa le caratteristiche di tutti gli immobili visionati, in parte estrapolate da remoto e in parte visionate sul campo.

Ora potrai capire dove andare a lavorare per essere più competitivo degli altri, adottando la giusta strategia.
Se tutto questo ti sembra difficile, non spaventarti.

TIP: Il segreto è che basta vedere le cose
con l’occhio dell’utente finale (acquirente).
Sarà semplice per te calarti nei panni
di chiunque voglia comprare il tuo immobile,
che adesso risulta allineato alla richiesta
di mercato, moderno e unico nel suo genere,
piuttosto che un altro immobile anonimo.
L’importante è riuscire a vedere le cose
con gli occhi del target individuato.

Ad ogni target le sue esigenze

La cosa migliore che puoi fare per esaminare la domanda di mercato e capire da quali target è comandata, è parlare con le agenzie immobiliari locali: loro conoscono la zona, conoscono gli utenti e le specifiche richieste di quel mercato.

Chi cerca un bilocale come il mio?
Conviene trasformare un bilocale in trilocale?
Quali sono le esigenze di chi cerca un trilocale?

Se porrai queste domande a un’agenzia, potrai avere una risposta tanto più dettagliata, quanto più l’agenzia è presente sul mercato locale.

Il mercato di oggi è frammentatissimo, perchè regolato da troppi fattori: età, disponibilità economica e progetto di vita sono solo le principali tra le migliaia di variabili che intercorrono nel rapporto target/esigenze.

Farti supportare da un’agenzia non solo ti farà risparmiare una marea di tempo, ma ti permetterà di “sfruttare” un lavoro che fondamentalmente è già stato fatto da altre persone.

A questo proposito ti darò due notizie: una buona e una cattiva.

Partiamo da quella cattiva.
E’ del tutto ininfluente esaminare tutti i target presenti sul mercato e pretendere una caratterizzazione univoca delle loro esigenze.

Pensiamo, ad esempio, a un giovane single per scelta, con ampio potere di spesa. A Milano potrà auspicare a un comodo bilocale in centro, anche senza garage, da 300.000 €.
Pensiamo adesso a un altro giovane, anch’egli single, con minor potere di spesa e una grande voglia di formare una famiglia. Probabilmente preferirà un trilocale in periferia, magari con box, da 200.000 €.

Due single, entrambi giovani, con esigenze completamente differenti.
Come vedi, al target single non può essere associata una categoria di riferimento.

Diverso sarebbe chiedere all’agente immobiliare di mia fiducia se il mio bilocale affacciato sul Naviglio Grande a Milano può essere appetibile al target dei single.La conoscenza del target giusto e delle sue esigenze passa attraverso l’analisi dello specifico mercato (locale).

Ma ecco la notizia buona!
Ho individuato e sviluppato alcune tecniche di valorizzazione immobiliare che prescindono dalla logica target/esigenze e che potrai applicare immediatamente per dare valore al tuo immobile.

Queste tecniche soddisfano le cosiddette “esigenze trasversali”, comuni a tutte le nicchie e quindi risultano sempre applicabili.

Ti sto parlando di tecniche che scaturiscono da anni di studio, sacrificio ed esperienza sul campo.
Per una migliore fruibilità, ho deciso di condensarle in maniera sintetica creando i “10 segreti del mestiere per valorizzare il tuo immobile e venderlo al meglio sul mercato“.

Implementando poi l’applicazione di queste tecniche con l’analisi del mercato locale, avrai tra le mani uno strumento potentissimo per differenziarti nella tua offerta.
Capirai quindi come riproporre il tuo immobile sul mercato generando valore.

Ora potrai capire dove andare a lavorare per essere più competitivo degli altri, adottando la giusta strategia.
Se tutto questo ti sembra difficile, non spaventarti.

Le 3 esigenze trasversali delle nicchie di mercato

Ti ho accennato di come le esigenze trasversali prescindano dalla correlazione tra nicchie di mercato ed esigenze specifiche, per le quali serve analizzare il mercato di riferimento in maniera puntuale.

Le esigenze trasversali derivano dallo studio di come si sono evoluti i bisogni umani. Derivano dall’evoluzione dell’uomo all’interno della società.

Se la risposta è affermativa, saprai che si riferisce ai bisognI umani e che fu ideata nel 1943 da Abraham Maslow.

Questi, nella sua opera “Teoria della motivazione umana”, formulò una gerarchia di necessità umane costruite su di una piramide che evidenzia l’importanza di soddisfare prima le necessità basilari (parte inferiore della piramide) e solo successivamente le necessità e i desideri più elevati (parte superiore della piramide). Ottenne un’incredibile notorietà, non solo nel campo della psicologia, ma anche nel settore commerciale, nel marketing e nella pubblicità (cit. Wikipedia).

Le ipotesi alla base della teoria sono che si possa arrivare alle necessità superiori quando le necessità inferiori sono state soddisfatte, e che tutti aspirino a soddisfare le necessità superiori, che si traducono nel bisogno di esprimere la cosiddetta “miglior versione di sè”.

Storicamente la modalità in cui venivano soddisfatte le esigenze era la presenza.

Per soddisfare qualsiasi bisogno appartenente alla piramide era necessario muoversi, darsi da fare, essere presenti. Nel mondo reale.

Per soddisfare veramente i propri bisogni bisogna essere presenti nel mondo reale.
I bisogni reali dell’uomo, evidenziati nella scala di Maslow, sono rimasti sempre quelli: tutti abbiamo bisogno di nutrirci, di dormire, di realizzarci nella vita.

L’avvento aggressivo dell’informatica e la repentina evoluzione della tecnologia hanno cambiato solamente la percezione dei nostri bisogni ma non la sostanza.

Per mangiare abbiamo ancora bisogno di acquistare cibo e questo cibo deve necessariamente entrare nelle nostre case.
Vero, non sarò io a muovermi, oggi è un corriere in bicicletta che lo farà per me. E’ cambiata solo la dinamica della questione ma il cibo deve in qualche modo arrivare a casa mia. Non si può teletrasportare cibo. Si può semmai ordinare. Con un click, lato utente. Ma con una pedalata, lato corriere e con un cuoco, lato fornitore.

In campo estetico (ma anche in quello professionale), per sfoggiare “la miglior versione di me” posso applicare qualche filtro alla mia foto profilo, guadagnando qualche anno di età e al tempo stesso qualche kilo sulla bilancia.

Un clic ed è fatta. E ho soddisfatto il bisogno di essere apprezzato dai miei followers. Apparenza. Ma non sostanza. Eppure ci illudiamo di aver soddisfatto un bisogno reale.

La risposta a questa domanda è racchiusa in una e una sola parola: DESIDERIO.

Per poter mangiare prima si prendeva la macchina, si andava al supermercato, si faceva la spesa, poi si ritornava a casa e si cucinava. Mangiare era solo l’atto finale di un percorso che dipendeva esclusivamente dalla mia presenza attiva.

E il desiderio di soddisfare quel bisogno era nutrito dall’attesa, e l’attesa era figlia dello sforzo.

Oggi invece il desiderio si consuma in un click. Nessuna attesa, nessuno sforzo. Lato utente, perlomeno.

Oggi ruota tutto attorno al consumatore, che viene sollevato dai fattori attesa e sforzo, perchè semplicemente delegati a qualcun’altro.

Lato consumatore: più velocità, più comodità, meno sforzo. Semplice ed efficace. Appagante?

Può anche essere, visto il cambiamento universale della società.

La società dell’era tecnologica è cambiata, e con essa il paradigma è cambiato: 
PRIMA: BISOGNO – DESIDERIO  –  SFORZO
  OGGI:   BISOGNO   –  DESIDERIO   –   CLICK 

Io preferivo lo sforzo, la vera moneta di scambio per soddisfare un vero bisogno.
Senza attesa, senza sforzo, crollano i principi della soddisfazione.
Rimane solo il consumo precoce del desiderio, e l’illusione che sia vano o secondario il consumo del bisogno.

Ma questa è solamente la mia modesta e al tempo stesso inutile posizione sul tema.
Inutile perchè non cambierà quelli che sono i fatti e le circostanze del mondo, reale o virtuale che sia. Mondo che da secoli va avanti, si evolve, cambia.

Eccoti quindi l’istantanea del mondo odierno, riassunta in semplici 3 parole: velocità, comodità, apparenza.

Aggettivi che rappresentano le esigenze generali della società e quelle trasversali delle nicchie di mercato.
Determinanti in tutte le attività umane.

➡️ La velocità è diventata il fattore discriminante di qualsiasi business.
➡️ La comodità la sperimentiamo tutti i giorni, quando decliniamo qualsiasi azione che dev’ essere compiuta al concetto di minimo sforzo.
➡️ L’apparenza è la nuova bellezza.

Ma come si traduce tutto ciò nel contesto immobiliare?
Nel mondo immobiliare tutto ciò si traduce in queste 3 esigenze:
1️⃣ Massimizzare le funzioni/esperienze al mq (per poter fare tutto da casa)
2️⃣ Massimizzare il comfort (maggior comodità, meno tempo sprecato)
3️⃣ Massimizzare la resa estetica/unicità (apparenza)

E in pratica? Quali sono le caratteristiche, derivanti dalle esigenze trasversali, che regolano la domanda nell’immobiliare?
Ho deciso di suddividere l’elenco in 3 segmenti, perchè è su quelli che potrai lavorare per rivalorizzare il tuo immobile:

A. Forma
B. Dotazioni
C. Appeal

La forma riguarda il layout dell’immobile, ovvero la distribuzione degli spazi e il modo di suddividere i locali.
Le dotazioni riguardano il contenuto tecnologico e le performance tecniche dell’immobile e dei suoi componenti.
L’ appeal riguarda tutto ciò che stimola l’attrattività visiva: materiali, forme, colori. Normalmente viene associato alle cosiddette “finiture”.

Le caratteristiche che regolano la domanda nell’immobiliare:

✅ Massimo sfruttamento degli spazi, che porta ad apprezzare locali anche piccoli, ma confortevoli
✅ Una zona living protagonista della condivisione
✅ Comunicazione con l’esterno: oggi un giardino privato – anche piccolo – così come i balconi vivibili, rappresentano un plus pazzesco rispetto al passato


✅ Massima libertà espressiva grazie ad ambienti multitask: ben venga il mezzo locale in più destinato all’ufficio, piuttosto che alla sala hobby o ancora alla zona giochi dei bambini
✅ Più bagni: sopra i 65 mq calpestabili (dal trilocale in su) è praticamente obbligatorio avere due bagni
✅ Una cabina armadio: nelle case più grandi risulta apprezzatissima (soprattutto dal pubblico femminile)
✅ Un angolo smartworking: tendenza affermatasi post covid, è diventato elemento imprescindibile

✅ Una buona classe energetica, per far fronte al caro bollette degli ultimi anni
✅ Ambienti luminosi, che fanno apparire la casa più spaziosa
✅ Connessione internet veloce: stare connessi è diventata la priorità di moltissime persone
✅ Riscaldamento a pavimento radiante: più pratico, più confortevole, assenza degli antiestetici termosifoni
✅ Docce grandi per regalarsi un momento di relax, prima di riconnettersi col mondo
✅ Colonna lavasciuga: l’asciugatrice ha semplificato notevolmente la vita, risolvendo in un colpo solo problemi di spazio e di tempo
✅ La domotica rappresenta l’ approccio della tecnologia al settore casa

✅ Il fornello a induzione sta sostituendo quello a gas grazie alle sue caratteristiche di praticità ed estetica
✅ Impianto di condizionamento, sempre più necessario con il cambiamento climatico e la persistenza di estati torride
✅ Luci a led con effetti speciali: connubio di tecnologia ed estetica, assicurano l’ effetto wow a un prezzo contenuto

✅ Unicità: nell’omologarsi ai canoni odierni, tutti vogliono essere unici
✅ Finiture con materiali contemporanei: nessuno vuole più comprare una casa con piastrelle formato 30×30 cm
✅ Serramenti più grandi, possibilmente scorrevoli: sarebbero una dotazione, ma l’appeal generato sulle persone le colloca in questo segmento
✅ Elementi di design, che distinguono, caratterizzano e alzano il “valore percepito” dell’immobile

✅ Ingressi e disimpegni contenuti e ribassati, che danno dinamicità e movimento alle zone di transito.

Ora che ti ho elencato le principali caratteristiche della domanda nel mercato immobiliare, potrai fare passi da gigante nella risalita della curva della domanda.

Più avanti ti spiegherò come sfruttare i difetti degli immobili per trasformarli a tuo favore e incontrare la richiesta di mercato, che inequivocabilmente si basa su queste esigenze.

Non sottovalutare mai la potenza delle esigenze trasversali quando ti approcci alla trasformazione di un immobile.

Assicurati di ricreare le caratteristiche che ti ho appena elencato.

Non ti sto dicendo che devi ricrearle tutte, anche perchè sarebbe improbabile riuscire a conciliarle con i costi di realizzazione.

Te ne bastano solo alcune, da scegliere oculatamente in base alle caratteristiche del tuo immobile e al budget di spesa che ti sei prefissato.

Sceglile quindi in base alla predisposizione del tuo immobile ad accoglierle.

Spetta a te scoprire il valore nascosto del tuo immobile.